Sta proseguendo nel pieno di agosto lo scavo archeologico nel centro di Mestre, via san Pio X, accanto al cantiere dell’ex scuola De Amicis, dove una settimana fa gli scavi per la sostituzione della condotta del gas hanno intercettato strutture murarie immediatamente identificate come d’interesse archeologico.
La Soprintendenza, d’intesa con il comune, ha deciso di condurre verifiche archeologiche per capire la natura, la cronologia, e anche l’estensione di quanto portato alla luce, non solo per approfondire la storia medievale di Mestre, ma anche per fare in modo che i lavori non debbano rallentare nuovamente.
Il cantiere, a carico del committente (Italgas), è condotto dagli archeologi dello studio associato Bettinardi Cester Archeologi, coordinato sul campo da Italo Bettinardi, con la direzione scientifica di Cecilia Rossi, funzionaria della Soprintendenza. E ormai chiunque passi per quel tratto di strada può dare un’occhiata alle strutture che stanno emergendo, incuriosendo passanti e appassionati.
I tre saggi in corso: il pozzo, il muro, la canaletta
La Soprintendenza oggi ha diffuso alcuni dettagli sui primi risultati dello scavo. Nel primo saggio è stato messo in luce un pozzo freatico, cioè un pozzo che raggiunge la falda in profondità, che taglia due strutture murarie di epoca precedente. Il pozzo, spiegano i tecnici, è già presente in una mappa storica del 1778 relativa alla planimetria di Palazzo Tirabosco (XV-XIX secolo), e sulla base del materiale impiegato per la costruzione potrebbe risalire XV secolo. I muri tagliati dal pozzo sembrano essere del XIV secolo.
Il pozzo è coperto da una cupola, ma questa è di epoca posteriore, potrebbe essere stata costruita per proteggere la canna del pozzo durante una fase di cambio d’uso dell’area, forse a seguito della demolizione di Palazzo Tirabosco.
Nel secondo saggio invece gli archeologi hanno individuato una struttura muraria con andamento nord-est/sud-ovest, a cui si addossa un secondo muro di epoca successiva, realizzato con diversa tecnica costruttiva. Al momento i ricercatori non sono ancora in grado di dire se questa possa essere legata alle mura del Castelnuovo o alle strutture del palazzo: l’approfondimento è in corso. In un terzo saggio c’è una canaletta di scarico voltata, con andamento verso il Marzenego. La canaletta taglia un muro precedente che potrebbe essere parte del muro di recinzione di Villa Tirabosco, quella che diventerà poi la scuola De Amicis. Con il proseguimento degli scavi e con lo studio di strutture e materiali sarà possibile accertare e affinare le cronologie.
Intanto è chiaro che uno sfortunato cantiere di Italgas darà modo di conoscere un luogo centrale nella storia e nelle trasformazioni di Mestre tra XIV e XIX secolo. La viabilità sarà deviata nei pressi dello scavo ancora per qualche giorno.
